Tutti amano John Wick ma i fan non smettono di ridere davanti a questi buchi di trama

John Wick è diventato un rito collettivo. Non solo un film dazione con coreografie impeccabili ma una specie di feticcio pop in cui la brutalità diventa coreografia e l’empatia si misura in silenzi e primi piani di Keanu Reeves. Eppure, se lo guardi con lenti meno innamorate e più curiosi, emergono dettagli che ti fanno sorridere fino allassurdo. Questi non sono errori banali. Sono punti in cui l’universo del film decide deliberatamente di strizzare l’occhio allo spettatore e al contempo sfidare la logica comune.

Il paradosso centrale: realismo stilizzato o bizzarria volontaria?

La prima volta che ho notato un buco di trama serio ho pensato che fosse un semplice sbaglio di scrittura. Dopo la quinta scena in cui John resiste a ferite che in un altro film sarebbero state fatali, ho capito che non si tratta dincidente ma di scelta estetica. Il regista e linterpretazione creano una grammatica visiva che pretende di essere presa sul serio, eppure in mezzo a quella grammatica ci sono scelte narrative speakeriche e a volte incoerenti.

Chad Stahelski stesso non si è mai nascosto dietro il dito. Come ha detto in unintervista condivisa da più testate il regista è consapevole del carattere iperrealistico e volutamente esagerato del franchise e lo mette in chiaro come parte del gioco del film.

“The subtext of all the John Wicks is supposed to be that 70s brutal hardboiled kind of stuff. But I want you to laugh because I want you to know Keanu and I are in on the joke. We know how ridiculous killing 80 guys over a puppy is.”

Chad Stahelski. Director and stunt coordinator. Interview cited on CinemaBlend referencing comments to Inverse.

Questo non rende i buchi innocui

Anzi. Ammettere la natura farsesca del racconto non risolve la frizione che si crea quando il testo chiede fiducia in una logica interna mai completamente spiegata. Prendi il concetto della sotterranea economia degli assassini. È una trovata geniale per costruire atmosfera ma ha regole vaghe che saltano quando serve alla trama. I fan lo accettano e poi tornano a evidenziare le contraddizioni, ridendo e discutendo online come se fossero piccole prove di arguzia collettiva.

I buchi che tornano più spesso

1. La invisibilità urbana

Scene di sparatorie in pieno centro, eppure la gente comune sembra non accorgersene fino a quando lo script lo richiede. È una scelta che serve la narrazione ma rompe la sospensione dellincredulità se pensata fuori contesto. Non è solo che nessuno chiama la polizia. È che il mondo intero sembra filtrato da una pellicola che nasconde le conseguenze civili per lasciare solo l’azione. In una città italiana questo dettaglio suonerebbe sintomatico: come facciamo a immaginare piazze vuote durante un conflitto armato? Eppure funziona per la visceralità del frammento.

2. Le regole dellHotel Continental

Il fascino del Continental sta nelle sue regole ferree: non si uccide sul suolo dellhotel. Tuttavia la coerenza di queste regole ondeggia. A volte vengono rispettate perché la scena vuole creare tensione morale, altre volte diventano meccanismi flessibili per scavalcare ostacoli narrativi. Questo crea una doppia lettura: sono protocolli o simboli sacri? Forse entrambi, ma questa ambivalenza è esattamente il punto che fa irritare i fan più pignoli.

3. Il mito dellinvulnerabilità di John

La progressione di John da vedovo fragile a macchina da guerra è la colonna sonora emotiva della saga. Però la trasformazione è accompagnata da una scala di capacità che evade ogni spiegazione credibile: resistenza, ricariche incredibili, conoscenze strategiche che sembrano magiche. È una semplificazione deliberata che sacrifica motivazione per estetica. Da spettatore, questo può infastidire o divertire a seconda della voglia di abbandonarsi al ritmo.

Perché i fan si divertono a smontare i buchi

C’è una componente sociale nel cercare errori: è un esercizio collettivo di intelligenza narrativa. La fandom non contesta solo per criticare. Spesso lo fa per affetto, per possessione simbolica delloggetto filmico. Quello che mi colpisce è come queste conversazioni rivelino molto sulla psicologia del gusto: amiamo i film che ci fanno lavorare un po. Vedere buchi non ci fa spegnere, ci invita a dialogare con il testo.

La stessa economia della community produce microteorie che, se non spiegate dai film, diventano parte di un universo espanso creato dai fan. Questo spiega perché la saga tenga: ogni incongruenza è un invito a elaborare, argomentare, ridere insieme.

Il limite tra errore e intenzione

Non voglio demonizzare i buchi di trama. Alcuni migliorano lopera perché creano mistero. Altri sono semplici distrazioni. La differenza per me sta nella capacità dellopera di trasformare quel vuoto in qualcosa di narrativamente produttivo. Quando lo fa, il baco diventa caratteristica. Quando non lo fa, resta irritazione.

Ci sono momenti in cui il film lascia volontariamente dei nodi aperti, e questo è un atto di fiducia verso lo spettatore. Ma quando la narrazione si affida alla confusione per evitare spiegazioni, allora la sospensione si incrina e si perde quella magia che giustifica il patto tra autore e pubblico.

Una proposta non richiesta: come rendere godibile l’incoerenza

Io penso che i registi potrebbero giocare più apertamente con le incongruenze. Non nasconderle né giustificarle ma farle diventare elemento tematico: mostrare le regole che cadono a pezzi come specchio di un mondo che si disfa. Tutto questo cambierebbe la percezione: la contraddizione non sarebbe errore ma metafora. Ma questo richiede coraggio e una visione che accetti il caos narrativo come valore estetico.

Conclusione provocatoria

John Wick è come un piatto molto speziato che ti fa piangere e ridere nello stesso boccone. I buchi di trama non sono fallimenti sistemici ma ingredienti che dividono. Da una parte c’è lo spettatore che esige coerenza. Dallaltra c’è quello che vuole essere intrattenuto a prescindere. Io sto con il secondo gruppo ma non per questo rinuncio a criticare. Adoro la coreografia ma pretendo che la sospensione dellincredulità non venga presa per scontata.

Il fatto che i fan continuino a trovare e a deridere i buchi di trama è una cosa bellissima. Significa che il franchise vive, che la comunità è attiva e che la narrazione non è mai conclusa. E poi, diciamolo, stare a discutere se John Wick sarebbe sopravvissuto davvero a quella caduta è un passatempo che fa bene allanima nerd di molti di noi.

Tabella riassuntiva delle idee principali

Problema Perché conta Come lo convertirei
Invisibilità urbana Rompere la sospensione dellincredulità Usarla come commento sociale sul potere occulto
Regole del Continental ambigue Incoerenza morale e narrativa Esplicitare eccezioni e costi delle regole
Invulnerabilità di John Trasformazione emotiva sacrificata sullaltare dellazione Mostrare più vulnerabilità prolungata

FAQ

Perché i buchi di trama nel franchise fanno così tanto parlare i fan?

Perché funzionano come piccoli enigmi aperti. In una saga dove la spettacolarità è al centro, il pubblico non solo consuma azione ma costruisce senso. Trovare contraddizioni diventa un atto collettivo di partecipazione culturale. Inoltre il fandom moderno ama giocare con i testi mediali creando teorie che integrano o correggono le lacune narrative.

I buchi compromettono il godimento del film?

Dipende. Se la storia usa i buchi per creare mistero o per rafforzare temi allora possono arricchire l’esperienza. Se sono solo scorciatoie per evitare spiegazioni allora la frattura si sente. Molti spettatori riescono comunque a godersi il film perché l’azione e la messa in scena compensano la logica mancante.

Le critiche ai buchi di trama influenzano gli autori?

Spesso sì. I creatori leggono le reazioni e a volte rispondono chiarendo intenzioni o aggiustando dettagli in lavori successivi. A volte la reazione dei fan spinge autori e registi a rendere più esplicite alcune regole del mondo narrativo o a trasformare i buchi in elementi tematici deliberati.

È possibile amare John Wick e criticare i suoi buchi?

Assolutamente. L’amore per un’opera si misura anche nella cura critica che gli si riserva. Criticare i buchi non significa non apprezzare la serie. Al contrario, spesso è un segno di attenzione profonda e di investimento emotivo nel mondo creato dal film.

Ci sono film che trasformano i loro buchi in punti di forza?

Sì. Alcuni autori usano volutamente incoerenze apparenti per sorprendere, destabilizzare o riflettere temi più ampi. Quando fatto con consapevolezza queste scelte possono elevare un film da intrattenimento puro a opera che invita alla riflessione.

Autore

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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