Perché l emotional awareness sembra svuotarti prima di liberarti

Molti cominciano un percorso di emotional awareness convinti che la luce arrivi subito. Succede così raramente. Prima viene la stanchezza. Prima arriva la sensazione di aver scavato troppo a fondo senza ritrovare qualcosa di bello. Questo è il mio parere diretto dopo anni di conversazioni con lettori italiani, amici e qualche seduta in cui ho ascoltato più di quanto sia stato comodo.

Non è debolezza sentirsi esausti

Ho visto persone più coraggiose di me fermarsi dopo poche settimane perché la fatica prende il sopravvento. L emotional awareness richiede attenzione concentrata su ciò che prima veniva evitato. Quelle ore in cui ci si osserva non sono un lusso leggero. Sono lavoro intimo e spesso logorante. Se ti sorprendi a pensare che qualcosa non va in te per questa stanchezza, fermati. È una reazione normale a una pratica che rompe abitudini profondissime.

La tentazione dell esito immediato

Viviamo in un tempo che misura il successo alla velocità. Un cambiamento emotivo non si concede questa fretta. Se il tuo obiettivo è sentirti meglio subito potresti barare con te stesso. L emotional awareness chiede di restare con sensazioni che non hanno fretta e che a volte peggiorano quando le guardi, perché reclamano il riconoscimento che non hanno mai avuto.

Perché si amplifica il disagio prima di attenuarsi

Quando inizi a nominare sentimenti che erano anonimi, li stai portando in primo piano. Questo dà loro spazio per esprimersi. Non è raro che la rabbia diventi più intensa, che la tristezza acquisti dettagli che non avevi notato. Non è regressione. È messa a fuoco.

Un paradosso dell attenzione

Mettere a fuoco qualcosa lo rende più nitido e spesso più pesante. Pensalo come passare da una stanza illuminata a una stanza dove accendi una lampada proprio sul punto che ti fa male. Puoi pensare che la luce peggiori tutto. In realtà senza quella luce non potrai mai decidere cosa fare di quel punto dolente. Questa è una posizione non neutra: credo che molti terapisti sottovalutino quanto lungo sia il tratto oscuro.

Non è terapia fai da te mascherata da progresso

Ho incontrato persone che praticavano mindfulness approssimativa e chiamavano il risultato emotional awareness. Questo crea aspettative sbagliate. Praticare con leggerezza può portare a burnout emotivo. Occorre guida, strumenti concreti e diretti per reggere l intensità. Anche la più onesta delle esplorazioni può essere pericolosa se compiuta senza limiti e senza strategie per tornare a terra.

Vulnerability is not winning or losing; it s having the courage to show up and be seen when we have no control over the outcome. Vulnerability is not weakness. It s our greatest measure

Autore

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2
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